WORKSHOP & CORSI

Beatrice Basso

 
Suminagashi Artist

Fin da bambina ho sempre avuto una grande attrazione per l’acqua, non a caso sono nata il 22 marzo: la giornata mondiale dell’acqua. Il mio sogno era diventare una ballerina.

L’arte è al centro della mia vita, una passione trasmessa da mio nonno pittore e violinista, ho trascorso buona parte della mia vita tra tele, colori, pennelli, mostre, racconti e odore di acquaragia.

 

Un giorno la mia vita si è fermata per un dolore che nulla può guarire. Sono scappata immaginando di poterlo lasciare dietro di me, ho capito solo dopo che avrei dovuto attraversarlo. Da qui il mio percorso di conoscenza alla ricerca dell’autoconsapevolezza.

Ho imparato nel corso degli anni a sviluppare varie competenze nei lavori che ho svolto. Nell’esperienza di responsabile commerciale, settore ambientale, ho riconosciuto un amore già consapevole per la natura. Negli anni trascorsi come store manager e visual merchandising nel settore gioielli, ho potuto esprimere le mie competenze organizzative e gestionali, strategiche e creative. La formazione in coaching, basata sull’unicità della persona e la conoscenza dell’arteterapia sono state determinanti per la realizzazione della Suminagashi experience. L’incontro con il Suminagashi è stato folgorante e illuminante.

 

Quando ho voglia di ispirazione mi isolo, con i miei cani, cammino lungo l’argine del fiume o al mare. Per concretizzare mi blindo in casa con fogli di carta, appunti, penne colorate e pc, parlo a voce alta in balia dei miei pensieri e divento motivo di attrazione per i miei gatti, piccole pesti a 4 zampe. 

 

Ho capito solo da poco, che il mio desiderio di diventare una ballerina in realtà l’ho realizzato danzando sul velo dell’acqua, con i miei pennelli e i colori che si fondono in un lento fluire, elegante, sinuoso, proprio come sognavo da bambina.

Suminagashi Artist

NLP Coach certificato dalla Society of NLP del dr. Richard Bandler.

Terminata la formazione in coaching (Unconventional coaching school di Andrea Favaretto) la mia passione per l’arte mi porta a specializzarmi a Roma in tecniche di comunicazione a mediazione artistica, dove apprendo varie competenze tra cui il Suminagashi, l’arte di dipingere sull’acqua. 

L’insieme delle caratteristiche della mia unicità e della forte connessione con la natura e l’acqua, mi hanno permesso di dare un’impronta personale ai miei workshop, corsi o eventi, creando così il metodo Suminagashi experience.

Beatrice ha creato qualcosa di unico: è riuscita ad abbinare lo Yin e lo Yang attraverso il Suminagashi e il coaching.  la consapevolezza di sè e la pratica per trovare la propria strada.

Sotto la sua guida attenta, consente alle persone di mettere a posto situazioni della vita da tempo irrisolte.

 

Andrea Favaretto 

Fondatore di Unconventional Coaching School® e del programma Successo Senza Sforzo

“L’inchiostro fluttuante”

Racconto dal Libro "Acqua"

Nel 2018 partecipo alla realizzazione del libro “ Acqua “, raccolta di racconti del gruppo Scriviperbene: autori che s’impegnano a progetto, devolvendo i diritti d’autore ad associazioni benefiche. La chiave di lettura di questo libro è la libera interpretazione del tema “ acqua “. Il mio contributo nasce da esperienze realmente vissute in due diverse epoche ma legate tra loro da una grande passione: l’arte e la magia dell’acqua.

Le foglie rosse cadevano dagli alberi, in un freddo pomeriggio d’autunno. Mi trovavo seduta lungo la sponda del fiume, sopra una piccola piattaforma di legno, intenta ad ascoltare Sara, l’amica in crisi che volevo aiutare. Era importante per me farle prendere la direzione giusta per la sua vita. Il momento era ideale , la corrente stava cambiando e il sole oramai al tramonto creava strani giochi di luce. Il contatto con la natura era perfetto. Presi dalla borsa  la mia vaschetta, la riempii  d’acqua, intinsi il pennello nell’inchiostro e lo poggiai nella sua mano. Le dissi di sfiorare l’acqua e di lasciarsi andare ai disegni fluttuanti che man mano prendevano forma. Un’antica tecnica artistica giapponese dalla raffinata eleganza, l’unica in grado di farle creare una forte connessione con il suo mondo interiore, e facilitare il passaggio dall’aspetto simbolico alla riflessione su di sé, mettendo alla luce nuove consapevolezze. Adagiai la carta sopra l’acqua e trasferii il disegno sul foglio, l’immagine che ne uscì fu rivelatrice.

Nuove consapevolezze arrivarono forti e chiare per entrambe.

In quel preciso istante rimasi ferma ad ascoltare. La mia curiosità scalpitava, dovevo entrare nella stanza di mio nonno. La porta era chiusa a chiave, mia nonna aveva il brutto vizio di nascondere sempre tutte le chiavi.  Una ricerca infinita per scoprire dov’era. La trovai. Ero emozionata, il cuore mi batteva forte, quella porta non l’aprivo da mesi, da quando mio nonno era venuto a mancare. Tutto era rimasto intatto come lui lo aveva lasciato, nessuno era più entrato nella stanza dove si rifugiava a dipingere. Ricordi di infanzia, odore di pittura, di colori usati, di acrilico, odore di nonno. Centinaia di quadri, libri, riviste, i suoi appunti e l’ultima tela mai completata. Un immenso spazio blu. Acqua. Tutto profumava di lui. Non provavo nostalgia, l’essenza delle persone speciali non muore mai, lui era lì, viveva nei suoi dipinti. Presi un pennello in mano, di quelli medi con la punta arrotondata, i colori ad olio erano ormai secchi e fuori uso. Aprii la borsa, presi la vaschetta e la riempii d’acqua, poi passai all’inchiostro e intinsi il pennello, sfiorai con la punta l’acqua, fu una sensazione strana, mi sentivo fluttuare assieme al colore. Avvicinai il viso alla vaschetta e con il semplice respiro il colore sembrò espandersi in un disegno astratto che sentivo avere un senso, la magia dell’acqua, un dialogo impossibile da arrestare, mille immagini prendevano forma. Rimasi lì seduta,  chiusi gli occhi e  iniziai il mio viaggio .

Fuori è buio pesto, fa freddo. Mezzanotte, la luna si riflette sul fiume, tutto è calmo. Mi piace sedermi sulla riva, osservare il cambio di direzione della corrente, ascoltare il canto dei grilli, mi piace il profumo dell’acqua, e le lucciole che lo attraversano da una sponda all’altra. C’è tanta fame, tanta paura e un po’ di sollievo dagli spari dei tedeschi. La giornata sta finendo. Quarantaquattro chilometri in bicicletta, sento la stanchezza, le gambe fanno male e ho fame, ma il mio animo è colmo di gioia. Oggi ho potuto seguire la lezione all’Accademia delle Belle Arti e sono felice, e in questa notte di luna piena sono grato alla vita. Non so cosa succederà, ma ora ho il mio sogno e immagino un futuro da artista. E’ tardi, entro in casa. In cucina solo un pezzo di pane, dodici bocche da sfamare, io sono quello fortunato, quello che studia, non posso pretendere di più. Poco importa, lo divoro in pochi secondi e poi a letto. Lascio la finestra semiaperta, sullo sfondo c’è il mio compagno fidato, sempre lui, il mio fiume, che mi aspetta e mi libera da ogni stanchezza e paura. Ha tanto da insegnarmi: va oltre ogni limite, affronta gli ostacoli, cambia forma, si adatta e passa oltre. E’ l’alba e la mia famiglia è in piedi pronta per una giornata di lavoro nei campi. Prendo il cartoccio con il pranzo, quattro fette di polenta, saluto lo specchio d’acqua che riflette il sole. Spingo forte sui pedali fino al vaporetto. Venezia oggi è incantevole, sole e nebbia si mischiano. Sono in anticipo e mi godo il panorama, Il canale è ricco di luoghi misteriosi, antiche leggende, segreti, un paesaggio arcano e indefinito in cui storie di anime dannate si intrecciano con i mortali. A pranzo vanno tutti alla mensa, io ho la solita polenta ma non voglio che gli altri mi scoprano. Cala il buio e devo rincasare, ma ho paura. La nebbia è fitta, non si vede nulla. Sudo e prego. Ho le gambe pesanti, dure, le sento tremare, devo calmarmi. La strada è tanta, sono stanco e ho una strana sensazione. Mi viene da piangere ma non lo faccio. In sella alla mia bici spingo su i pedali, forte, per non pensare. Per strada non c’è anima viva, ho paura dei tedeschi. Strani pensieri aleggiano nella mente, volgo l’attenzione al fiume, sempre rassicurante. Arrivo che sono le due di notte, la nebbia è spaventosa, l’acqua è torbida e la luce della luna crea strane immagini. Non scendo al fiume stanotte, entro in casa, salgo in camera senza cena, ho un buco nello stomaco. Un presentimento.  Mi sveglio che non è ancora l’alba. Scendo in cucina, il mio fagottino del pranzo non c’è, mia madre piange, in mano una lettera: Esercito italiano , sono chiamato alle armi. Non è vero, mi sento morire, proprio ora che il mio sogno iniziava a prendere forma. Corro, corro veloce verso il mio amato fiume, piango e chiedo aiuto. Lui oggi è calmo, limpido, vengo cullato dal suono delle onde che via via si dissolvono lungo le sponde. Chiudo gli occhi, respiro profondamente, prendo il pennello che ho nella tasca dei pantaloni e inizio a sfiorare l’acqua. Tra noi c’è un legame inscindibile. Semplicemente ascolto. L’acqua è trasparente, non ha bisogno di nascondere, l’acqua ha memoria. Le increspature non la mutano né la sconvolgono. L’acqua torna sempre alla quiete.

WORKSHOP ESPERIENZIALE

Preparazione, Esecuzione e Interpretazione:

le tre fasi in cui si sviluppa il

WORKSHOP ESPERIENZIALE

CORSO CREATIVO ESPERIENZIALE

Percorsi di crescita personale costruiti su misura per la persona o il contesto in atto, prediligendo l’approccio esperienziale e creativo